E’ stato l’evento che ha caratterizzato le ultime settimane dell’anno l’incendio sviluppatosi a partire dalla tarda mattinata di mercoledì 25 ottobre, evento che nel giro di 24 ore si è trasformato da evento circoscritto in zona boschiva del Comune di Casciago a fuoco su larga scala estendendosi su tutto il versante sud del Campo dei Fiori arrivando a coinvolgere i Comuni di Barasso, Comerio e Varese risalendo verso la vetta.
Per contestualizzare temporalmente i fatti basti pensare che nella stessa serata di mercoledì le fiamme erano state domate e si sarebbe provveduto nella giornata di giovedì 26 alla consueta e conseguente attività di bonifica.
A modificare tutti i piani di intervento sono stati soprattutto questi tre fattori, il lungo periodo di siccità e l’alzarsi del vento che uniti alla forte presenza di materiale combustibile a terra hanno scatenato l’inferno.
In tutto questo non dimentichiamo la mano dell’uomo, l’autocombustione non esiste e lo svilupparsi veloce dell’evento fa pensare ad una precisa strategia di accensione, ipotesi che prende sempre più forma anche grazie al fatto che a partire dalla serata di venerdì 27 si apre un nuovo fronte di fuoco che dalla Rasa sale verso le pendici del Sacro Monte.
Nella stessa serata prendiamo contatto con Dario Bevilacqua, Direttore delle Operazioni di Spegnimento (DOS) del fronte sud, segnalando la presenza dell’incendio, e dando la nostra disponibilità ad intervenire dalla mattinata successiva, non prima di esserci recati al piazzale Pogliaghi del Sacro Monte per un sopraluogo atto a capirne l’entità.
Alle ore 6.00 ci troviamo presso il magazzino e partiamo alla volta del piazzale a bordo del pick up con modulo antincendio, mentre sull’autovettura del Gruppo carichiamo la vasca per il rifornimento in quota e una vasta dotazione antincendio fatta di manichette, tubi, raccordi e i diversi Dispositivi di Protezione Individuale.
Una volta raggiunto il piazzale concordiamo con il DOS di occuparci, in prima persona, delle operazioni di spegnimento partendo dall’allestimento della vasca per consentire agli elicotteri il rifornimento in quota rendendo così molto più veloci ed efficaci le rotazioni in volo consentendo ai velivoli di sganciare 1000 litri d’acqua ogni minuto e mezzo.
L’utilizzo degli elicotteri è indispensabile su questo tipo di incendio data l’impervietà del terreno e l’impossibilità di raggiungerne il fronte attraverso l’utilizzo di strade, decidiamo comunque di far partire una squadra a terra alla ricerca della testa del fuoco che, nel frattempo si sta spostando verso la zona del villaggio Cagnola, con l’intento di iniziarne il contenimento.
Grazie alla professionalità dei volontari coinvolti, che attraverso l’utilizzo di badili e soffiatori, e l’ausilio di lanci mirati dall’elicottero e un paio di sganci da parte di un Canadair, ora di sera la situazione è sotto controllo.
Rimane comunque alta la preoccupazione in quanto per la giornata successiva è previsto l’arrivo di forte vento.
La domenica mattina la situazione è abbastanza tranquilla: ci sono ancora dei piccoli focolai sui quali intervenire ma è impossibile arrivarci a piedi quindi rimaniamo in attesa dell’elicottero per completare la bonifica e procediamo al riallestimento della vasca.
Ahimè il supporto aereo non arriva, visto che nella sola regione Lombardia sono attivi contemporaneamente 6 incendi in diverse province, anche i Canadair scarseggiano visto che sono impegnati sul vastissimo incendio che interessa tutta la Valsusa di cui i media parlano ormai da giorni.
Intorno alle 11 il vento inizia a rinforzare, decidiamo quindi di mettere in sicurezza la zona, posizioniamo il pick up con modulo nella strada adiacente il ristorante “Il Ceppo”, questa operazione ci consente di intervenire attivamente sull’avanzata delle fiamme.
Il nostro obiettivo è di scongiurare che venga interessata una porzione di conifere posta nella vicinanze, che se dovesse prendere fuoco rischierebbe di coinvolgere il ristorante stesso.
Con l’ausilio dei Vigili del Fuoco e di alcune squadre antincendio provinciali viene realizzata una linea di manichette a protezione della zona delle “Pizzelle”.
Lavorando alacremente per tutto il pomeriggio riusciamo a preservare la zona del ristorante e una porzione delle “Pizzelle”, ma l’arrivo del buio, unito alla presenza di forte vento che rende l’aria piena di fumo e quindi irrespirabile ci costringe ad abbandonare il fronte, il rischio che qualcuno possa farsi del male è troppo alto.
In accordo con i DOS e i Vigili del Fuoco decidiamo di lasciare delle squadre lungo la strada di montagna che dal piazzale Pogliaghi sale verso il Campo dei Fiori e dato che per il giorno successivo è previsto l’arrivo di più mezzi aerei lasciamo la vasca montata chiedendo ad alcuni volontari di Protezione Civile ANA sezionali di presidiarla per tutta la notte al fine di scongiurare eventuali atti vandalici.
Come ogni sera riorganizziamo i volontari e le squadre per l’indomani, consci del fatto che il forte vento previsto per tutta la notte renderà ancora più impressionante il fronte del fuoco.
La scena che si presenta al mattino è un tuffo al cuore, purtroppo quello che avevamo preventivato si è realizzato e le fiamme sono ormai visibili anche da Brinzio.
Decidiamo quindi di far salire una squadra nella zona del “Passo Varoo” per capire se è possibile intervenire da terra e iniziamo le operazioni di spegnimento con l’utilizzo dell’elicottero regionale. Le sue rotazioni sono talmente veloci che richiediamo il supporto di un’autobotte dei Vigili del Fuoco per il mantenimento del livello di carico corretto della vasca, le rotazioni avvengono intorno al minuto e il solo idrante presente non riesce ad essere sufficiente.
Nel frattempo la squadra che ha raggiunto il “Passo Varoo” ci comunica che è possibile lavorare da terra e che sono presenti anche alcuni abitanti di Brinzio.
Decidiamo allora di staccarci da piazzale Pogliaghi lasciando tre volontari a presidio della vasca e ci rechiamo in forze a supporto.
Giunti sul posto chiamiamo alcuni lanci mirati da parte dell’elicottero nella zona delle “Pizzelle” mentre da terra con soffiatori e badili lavoriamo nella zona denominata “Val di Cavai”, a supporto arriva anche una squadra di volontari del Parco del Ticino.
Con impegno, forza e dedizione le fiamme vengono spente nelle prime ore del pomeriggio e rimaniamo a presidio per la bonifica fino all’imbrunire, chiediamo ancora supporto all’elicottero per alcune ripartenze che inevitabilmente si creano.
Arriviamo quindi a sera stanchi ma soddisfatti per il lavoro svolto, la situazione è decisamente migliorata e anche se è previsto un nuovo intervento per la mattina successiva siamo certi che lo scenario sarà nettamente migliore, e che la nostra opera si dovrà spostare più su: attività di bonifica e spegnimento ceppaie piuttosto che di fronte diretto di fiamma.
La previsione è puntuale, al mattino c’è ancora presenza di fumo ma in quantità limitata, lo scenario è di fuoco spento, decidiamo quindi di tornare su piazzale Pogliaghi mettendoci a disposizione dei DOS.
Ci viene chiesto di presidiare oltre alla nostra zona anche quella che dalla stazione della Funicolare sale verso il Grande Albergo spegnendo alcune ceppaie lungo la strada, controlliamo inoltre il nostro perimetro di incendio percorrendo a piedi prima la testa del fronte, partendo da piazzale Pogliaghi alla Rasa e arrivando nella zona del Villagio Cagnola, in seguito la coda ripartendo dallo stesso piazzale e arrivando sempre alla Rasa ma nella zona del Ponte sull’Olona.
Verso mezzogiorno ci viene segnalata una ripartenza importante su Brinzio, decidiamo quindi di spostarci per verificarla.
Una volta arrivati a Brinzio notiamo chiaramente che in zona “Val di Cavai” si alza una colonna di fumo, come per il giorno precedente inviamo una squadra per lavorare da terra e richiediamo il supporto dell’elicottero per bagnare le zone inaccessibili a piedi. A supporto abbiamo anche una squadra di volontari del Parco del Ticino. A sera la situazione è di incendio spento, a differenza delle sere precedenti comunichiamo la chiusura dell’evento, rimanendo a disposizione per operazioni di bonifica.
A favore di questa situazione hanno giocato dei fattori naturali molto importanti, e sono stati il progressivo abbassamento delle temperature, l’innalzamento del tasso di umidità e l’assenza di vento.
Senza quasi accorgercene è trascorsa una settimana dalla partenza del primo evento sul fronte sud e 5 giorni dall’inizio del secondo sul fronte Rasa.
Per i successivi tre giorni continueremo con operazioni giornaliere e mirate di bonifica ceppaie, con la certezza che fino a quando non cadrà la pioggia l’evento dovrà essere monitorato.
Finalmente nella serata di sabato la pioggia arriva fortunatamente prima in maniera lieve, in modo da penetrare lentamente nel terreno per trasformarsi poi in più copiosa nella giornata di domenica.
L’evento di cui ci siamo occupati in prima persona è stato rilevante ma sicuramente meno impegnativo di quello che ha sconvolto il versante sud del Campo dei Fiori.
In questa zona e per 10 giorni consecutivi sono stati impegnati giornalmente tra i 60 e gli 80 volontari che con l’utilizzo di moduli antincendio, badili, soffiatori, rastri e il supporto di Canadair ed elicotteri che hanno continuamente scaricato acqua sull’evento hanno lottato contro le fiamme.
Qualcuno si chiederà il motivo per il quale con un così imponente schieramento di uomini e mezzi non si è riusciti a spegnerlo in minor tempo.
A mio avviso fattori quali l’eccezionale periodo di siccità, il forte vento, la presenza a terra di materiale combustibile, l’esposizione al sole e il difficile avvicinamento del fronte d’incendio da parte delle squadre a terra, difficoltà data dalla morfologia del terreno, l’hanno fatta da padrone.
A questo poi va aggiunto che la presenza di più incendi in Regione Lombardia e in Val di Susa hanno reso minore la disponibilità di elicotteri e Canadair, tant’è vero che si è dovuti ricorrere al prezioso contributo di un Canadair croato e di due elicotteri provenienti dalla vicina Confederazione Elvetica per avere finalmente ragione delle fiamme.
Sono però convinto che in un evento eccezionale sono state fatte in maniera eccezionale anche alcune attività, la prima su tutte l’evacuazione dei residenti al Campo dei Fiori e degli ospiti della Pensione Irma nella serata di venerdì, visto che il fuoco si era pericolosamente avvicinato alle abitazioni.
Un’altra cosa che ha funzionato bene è stata la sinergia tra le diverse realtà di volontariato presenti, squadre di comunità montane, parchi, Associazione Nazionale Alpini, comunali, e provinciali si sono integrate alla perfezione per raggiungere l’obiettivo.
Anche i cittadini hanno fatto la loro parte, da quelli brinziesi che sono partiti per spegnere a quelli che si sono messi a disposizione per coprire i turni di vigilanza sul territorio organizzati dal Comune, senza dimenticare quelli che ci offrivano il caffè, una bottiglia d’acqua o che improvvisavano una pastasciutta come accaduto ai volontari ANA bergamaschi… oppure quelli che hanno portato viveri e bevande presso la sede della Protezione Civile del Comune di Varese chiedendo di distribuirle ai volontari impegnati nello spegnimento chiedendo che con questo piccolo gesto gli venisse trasmesso il loro senso di gratitudine e di vicinanza…
Anche la collaborazione tra i diversi enti impegnati nella direzione delle operazioni di spegnimento ha funzionato, per la prima volta dopo la soppressione del Corpo Forestale dello Stato ci siamo trovati ad operare anche nei boschi con i Vigili del Fuoco e tutto ha funzionato alla perfezione, con continui scambi di informazioni…
Per la prima volta mi è capitato di dover chiedere il distacco della corrente dalla linea di media tensione che, passando attraverso Piazzale Pogliaghi arriva alla Rasa, il tutto per Nelle foto: la drammatica spettacolarità dell’incendio di notte
Nella foto: il fronte nord visto da Brinzio
consentire agli elicotteri di sganciare acqua in totale sicurezza: anche qui nessun problema, Enel sul posto in tempi brevi… Nella mattinata di domenica poi il pilota segnalava la pericolosità, in fase di avvicinamento alla vasca per il caricamento dell’acqua, dei due lampioni esistenti su piazzale Pogliaghi. Dato il forte vento, la possibilità di una collisione tra loro e il rotore di coda dell’elicottero era altissima, con la conseguenza che il velivolo sarebbe precipitato.
Da qui la decisione di eliminarli, chiedendo l’intervento da parte dei Vigili del Fuoco che utilizzando il loro moto-disco hanno provveduto a soddisfare l’esigenza.

Il Caposquadra P.C.
Stefano Fidanza